Quando li inseguivo nei camerini

•aprile 6, 2011 • Lascia un commento

È successo che li ho inseguiti. Una calda sera di inzio estate. Lei aveva appena finito uno spettacolo memorabile al Piccolo di Milano. Cantava per trans, gay, etero, lesbiche, bisex e chi era venuto a sentirla. Io ero lì per lavoro, con Irene Bonino che scattava con la sua nuova diavoleria digitale. Poi, un po’ di soppiatto, siamo andati all’ingresso camerini, come i fan, gli irriducibili. Lei è uscita con un paio di occhiali viola, leggermente afona, ma con l’aria tronfia di quella che gliel’aveva fatto vedere quanto valeva a chi diceva”è vecchia, è finita”. Lui era la sua ombra, da 30 anni, sempre dietro le quinte, la preparava ai balletti, alla scena. La calmava, anche, quando dava fuori di matto(vedi Miss Italia 2007). Pianificava per lei impegni, ospitate, contatti con i fan.  Palco, casa, vita. “Gianni, una domanda, le va? «Domani, chiamami domani, che ti raccontiamo della turnée» . Uscendo, dopo la performance, si sono incamminati in via Mercato. Noi dietro. Volevamo vedere dove andavano a mangiare. Un po’ morbosi, con quella macchina fotografica sempre accesa. Decisero per il Topkapi. Noi ci siamo fermati lì.

Ciao

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Il re è Nudo e si converte

•aprile 5, 2011 • Lascia un commento

Lo spogliarellista, che poi arriva da Costanzo, che poi si improvvisa Cupido a “Colpo di fulmine”, che poi ha vinto L’Isola dei famosi numero 1. Sì, il miracolo a Walter Nudo si è manifestato a più riprese. Forse anche per questo ha deciso di mettere nero su bianco la fologorazione che l’ha colpito. “Ho alzato lo sguardo” è il suo nuovo libro. “Tante volte mi sono tormentato con la domanda: può un uomo che fa il mio mestiere, nel mio mondo di apparenze, cercare, trovare e ascoltare sul serio la parola di Dio, la Verità? Ora ho finalmente una risposta: si può!”. Chapeau alla prefazione. Nudo entra prepotentemente nella classifica “pulitzer de noartri” con un altro esempio di Saolo-modello-società-del-magna-magna, come Nicola Legrottaglie, difensore del Milan, che è approdato a Verissimo e a Domenica 5 per raccontare il suo (secondo) libro in cui testimonia l’incontro con l’Altissimo. Aspettiamo l’exploit promozionale di Nudo. Con la benedizione dei salotti Toffanin e Panicucci.

Manuela perde la statua. Porto Cesareo ci guadagna una madonna

•aprile 1, 2010 • 1 commento

La statua dedicata a Manuela Arcuri di Porto Cesareo (Le)

Manuela Arcuri non è certo una dittatrice sanguinaria. Può aver messo in crisi matrimoni e provocato turbamenti per grandi e piccini,  con il suo muso voluttoso e le forme da pin up. Ma definire la bella ciociarona addirittura pericolosa, quello no. Eppure fino al 31 marzo qualcosa in comune con Saddam Hussein l’ha avuto. Una statua dall’imponenza mussoliniana. Che campeggiava, questa, sulle teste degli abitanti di Porto Cesareo, vicino a Lecce. Eretta nel 2002, fortemente voluta dal conduttore televisivo Gianni Ippoliti, doveva essere il prototipo della donna salentina: mora, procace, ammiccante. Ma è stata da subito contestata dalle mogli dei pescatori del luogo. Loro, da brave matrone del sud, il tettamento di fuori magari lo cacciano sulle spiagge di Otranto. Ma non nelle fiction di Canale 5. Ragion per cui le suddette matrone hanno chiesto un’iconografia più tradizionale per rappresentare la loro bella terra: la Madonnina del mare. Così il Comune ha eseguito l’ordine. E ha proceduto a detronizzare la bella Manuela. Eppure, qualcuno non l’ha presa bene. Come il Codacons, che ha paventato un danno economico per la cittadina del Tacco d’Italia. «Senza Manuela, addio turismo», hanno fatto sapere dalla sede locale. L’Estate è alle porte. Magari la Madonna il miracolo turistico riesce a mantenerlo. Lourdes docet.

Mina e Carrà, del nostro meglio

•marzo 16, 2010 • Lascia un commento

Raffaella Carrà e Mina, durante Milleluci, 1974

Arriva, anche per chi svipera, il momento di abbassare il capo. I totem bisogna riconoscerli. Soprattutto quando l’asticella del buon gusto oramai si è incrostata sul  “nulla cosmico”, di fronte allo star system da basso regime che popola copertine e prime serate.

Mina e Raffaella Carrà evocano lo spettacolo migliore della nostra storia recente. Sono state regine del bianco e nero, sbaragliando concorrenza e tabù. La Tigre di Cremona ha messo al mondo un figlio, Massimiliano Pani,  con un uomo sposato, rischiando la galera. Raffa ha mostrato l’ombelico, qualche anno più tardi, sfidando la censura. Sono state amiche, forse rivali. Di sicuro giocavano a scopone scientifico, dopo la diretta di Milleluci, il varietà del 1974 che le ha viste protagoniste, insieme. Totalizzando un ascolto mai più raggiunto per il genere: 25 milioni di occhi puntati ogni sabato sera.

Ora festeggiano insieme, ma a distanza. Mina compie 70 anni il 25 marzo. Le saranno dedicate speciali in tv, oltre a una stazione radio che trasmetterà solo i suoi brani. Mentre a Raffa è dedicata la prima mostra monografica, organizzata da Fabio Canino a Bellaria, sua città natale (quando ancora faceva di cognome Pelloni), dal 3 aprile. Non è il caso, qui di cimentarsi in biografie. Le trovate nei link. Però il caso ha voluto che dopo 36 anni dall’ultima apparizioni televisiva, l’Italia tributi un grande omaggio alle sue ultime eroine moderne. Un po’ esseri mitologici, un po’ vicine di casa. Ci piace ricordarle così. Mina manca dagli schermi dal ’78. Raffaella, dopo il megapresenzialismo, sta sparendo pure lei. Speriamo di non rivederle in Mondovisione, mai più. Non è questa la Tv che si meritano.

Super Renzo, giustiziere del tardo pomeriggio

•marzo 14, 2010 • Lascia un commento

Renzo Bossi

Altro che demagogia. In casa Bossi la ronda è una missione, la protezione civica un culto e la difesa della legalità uno stemma da esibire con fierezza. Esempio di solerzia è il figlio del senatur, Renzo, 22 anni. Anzi Super Renzo, il vigile di quartiere che ogni nonna del Bresciano vorrebbe incontrare agli incroci. Le bocciature scolastiche sono solo un ricordo. Ora  Bossino parte all’inseguimento dei pirati della strada, per assicurarli alla giustizia. E’ successo a Capodiponte (Bs), verso le 8 di sera: il giovane virgulto verde, si è messo in macchina per inaugurare una nuova sede leghista.  Poco dopo, incrocia due auto sul ciglio della superstrada, travolte da un pirata della strada che aveva invaso la carreggiata opposta. Si ferma, si informa dell’accaduto e tra un cerotto e una rassicurazione, caricato in macchina un sinistrato e parte a caccia del delinquente. Lo intercetta pochi chilometri più avanti, località Ceto. Come farebbe Chuck Norris, non gli da scampo. Lo inchioda in una strada senza uscita, costringendolo alla resa e (finalmente) chiama i carabinieri per assicurarlo alla giustizia

Ottimo servizio alla cittadinanza. Ci permettiamo di consigliare la carriera militare. Che affinerebbe la tecnica dell’imboscata e la preparazione scolastica. In caserma mica scherzano, proprio come Renzo.

Quante vale un tronista?

•marzo 13, 2010 • Lascia un commento

Antonello Zara durante "Uomini e donne"

Risposta: 230 euro. Lo ha deciso il Tribunale di Tempio Pausania. Questa la sanzione disposta  per il ragazzo (all’epoca 18enne) che a bordo di una Bmw travolse e uccise  a Porto Cervo  Antonello Zara, tronista di Uomini e Donne, a bordo di uno scooter. E’ l’ Agosto 2008:  feste e festini  all’ordine del giorno, champagne, alcol e cocaina a go-go. Quindi si fa strada  il sospetto: al ragazzo, già in fin di vita, viene fatto il test antidroga. Perchè se un tronista è in Costa Smeralda, una notte d’estate, su un motorino, almeno una canna un mojito se li sarà pur fatti. Errore. Antonello era pulito. E non era un caso, visto che nell’accertamento medico viene anche definito un “salutista”. Al contrario, forse, del ragazzo che l’ha investito. Che i rilievi antidroga non li ha proprio fatti. Ora i familiari di Zara vogliono la “classica” giustizia. A noi basterebbe una giustizia che non funzioni per stereotipi.

La Guerra degli spogliatoi

•marzo 12, 2010 • Lascia un commento

Barbara Guerra e il cestista Chiragarula (da Chi)

Ricapitoliamo una fulgida carriera. Fattoria, n.4. Poi, Quelli che il calcio. Posizione: schedina. Quindi la frequentazione con Tarantini. Cene a Palazzo Grazioli, mai “scadute in orgia” con l’utilizzatore finale, si è difesa la show girl entrata nel girone di Vallettopoli. Infine, per la nostra Barbara Guerra è arrivato Mario Balotelli. E via con il gossip.

Barbara Guerra e Mario Balotelli

All’inizio è amore. Poi cominciano i cornoni. Se lei esce con il suo ex Daniel Chiragarula, cestista mediamente scarso (come dice lui, che se ne intende), lui non è da meno. Poi, la crisi definitiva: partono gli insulti, Mario la liquida come un flirt pilotato  da Lele Mora che l’avrebbe  indirizzata tra i braccioni del bomber bresciano: tutto in diretta su Sky.E via con le querele. Quiete dopo la tempesta: la nostra pasionaria torna con il cestista.

Il modello pin up negli spogliatoi? Un sempreverde. Qualcuno dovrebbe inventarsi una classifica, interdisciplinare.